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Gruppo dei Dodici - ODV
Associazione per la promozione Storico-Culturale dei cammini sulla via “Francigena nel Sud”
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Itinerari - Via Francigena nel Sud - Cicloturistica: da Roma a Teano

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Descrizione

Conoscere la VIA FRANCIGENA.

Molti ormai hanno sentito citare il nome di questo percorso storico. Ma oltre a questo forse non sanno di più. Proviamo qui a parlarne e non solo del territorio, ma anche della gente che su di essa cammina e di quelli che sono attivi per curarla e mantenerla. In breve della gente dei cammini.

La VIA FRANCIGENA risale a molto prima dell’anno mille e per 8 secoli fu la spina dorsale del sistema di vie che attraversava da Nord a Sud l’Italia collegandola ai paesi del settentrione d’Europa. Consiste per alcuni tratti di antiche vie consolari rimaste percorribili anche dopo la rovina dell’impero romano. Però gran parte della VIA FRANCIGENA fu sviluppata nei secoli VIII e IX dai popoli invasori, prima dai Longobardi poi dai Franchi. Da questi ultimi prese il nome. La migliore descrizione della VIA fu fatta dall’arcivescovo Sigerico nell’anno 990 descrivendo il suo viaggio da Roma a Canterbury (Inghilterra). Anche il tratto a Sud di Roma, fino ad arrivare in Puglia, è chiamato FRANCIGENA. Questa denominazione è presente in molti documenti, anche prima dell’anno mille, e fu usato anche da chi si recava a Gerusalemme. 

Perché questa VIA è amata da tante persone che la percorrono e si impegnano a curarla?

Perché è una via eccezionale. La VIA non solo scorre in un ambiente naturale di grande bellezza, in gran parte lontano da vie asfaltate e insediamenti industriali, ma è caratterizzata da grandi valori culturali, storici, spirituali, sociali. Tali valori danno un altro significato alla vita di chi vi cammina. Camminare nella natura da piacere ad ogni persona. È un’emozione dimenticare la nostra vita moderna e camminare come facevano i nostri padri per secoli, contando soltanto su noi stessi, esposti ai cambiamenti del tempo, alla fatica, al seguire un percorso che richiede attenzione per non perdersi. 

Con il cammino si ritorna allo stile di vita che era proprio di queste generazioni comprendendone meglio la loro cultura e spiritualità. In quei giorni cambiamo vita, uscendo dal nostro ambiente moderno.  Camminando con compagni si apprezza ognuno di loro. Non sono solo compagni, ma quasi fratelli. Nell’avventura del cammino, li vediamo davvero come il nostro prossimo. Tutto questo non solo ci fa ammirare quanto è attorno a noi, ma ci induce a guardare all’interno di noi stessi. Chi cammina si ritrova spesso a fare delle riflessioni, delle meditazioni che non gli sono solite nella vita d’ogni giorno. Risultato: ci sentiamo migliori. Questo spiega perché chi percorre la VIA FRANCIGENA o altre vie di pellegrinaggio vuole ripetere l’esperienza. Sa di diventare migliore dopo un cammino fatto con spirito pellegrino.

Proviamo a descrivere alcune cose belle che incontriamo sulla VIA FRANCIGNA prendendo il tratto di 250 km da Teano, in Campania, a Roma.  Dal punto di vista naturalistico potremo godere della vista di 4 laghi, si costeggia il mare per circa 40 km, si hanno dei tratti su monti con viste bellissime, ma anche pianure fertili, si cammina in boschi per 30 km, si attraversa il fiume Garigliano. Alcuni tratti di strada inevitabilmente sono con traffico, ma la maggioranza è su sentieri. 

Camminando sulla VIA FRANCIGENA ci si trova anche in contatto con un ambiente storico, come antica è la nostra civiltà.  Circa 30 km sono su strade originale romane che facevano parte della Via Appia romana detta allora “Regina Viarum”. Si incontrano resti romani interessanti, perché nell’ area erano frequenti le ville signorili e luoghi di lusso. Si incontrano 4 teatri ancora in uso, acquedotti, resti di due intere città, e molte cittadine esistenti da prima della fondazione di Roma, mausolei di personaggi romani noti, ponti, cisterne, ecc . Il percorso è ricco di edifici dell’epoca medievale e rinascimentale con castelli e abbazie e piazze tra le più belle d’Italia. Non meno importante sono le opere d’arte che questi edifici, i musei e le chiese custodiscono. Merita citare le splendide Abbazie di Fossanova, Valvisciolo, San Magno e i poderosi castelli di Sermoneta e Itri. 

Troppo impegnativo sarebbe citare i personaggi famosi che hanno usato questo itinerario. Si cominci con San Paolo, il cui viaggio è citato nelle Bibbia, probabilmente anche San Pietro, e fra i santi San Tommaso d’Aquino, detto Doctor Angelicus. Ma poi imperatori romani e altri di ogni secolo, come nel 1536 Carlo V, sul cui impero il sole non tramontava mai. Per citare persone di cultura possiamo dire quelli del Gran Tour e, fra i molti altri, possiamo scegliere Wolfgang Mozart, (che pare componesse parte di una sinfonia a Sessa Aurunca), Goethe che descrisse il viaggio nel suo libro “Viaggio in Italia”, Torquato Tasso, Hans Andersen, Lord Byron, e il musicista Charles Gounod.

Ma un valore prezioso della VIA FRANCIGENA è la gente che va sui sentieri. Sono tutte persone che hanno voglia di sviluppare una vita interiore, che godono di quanto vedono ma sono interessati soprattutto a migliorare se stessi. È un privilegio incontrarli e un piacere diventarne amici. Frequentandoli miglioriamo anche noi.

 I componenti dell’Associazione “Gruppo dei Dodici-odv”, con grande passione, si impegnano, senza alcun compenso, a mantenere efficiente la storica VIA. Lo fanno solo per il piacere di rendere fruibile un valido patrimonio della comunità. Anche a proprie spese. La VIA FRANCIGENA non può esistere se qualcuno non cura la sua percorribilità. I rovi chiuderebbero i sentieri, qualche ponticello sarebbe rovinato, qualche frana o qualche sconsiderato chiuderebbero il percorso. Sono anche custodi delle tradizioni, della storia, del folklore e, perché no? dei valori gastronomici locali. L’associazione Gruppo dei Dodici-odv che gestisce questo sito si sforza di essere un valido strumento di sviluppo e promozione della VIA FRANCIGENA dall’anno 2005. Nel Gruppo c’è una buona conoscenza di lingue straniere perché riconosce l’importanza internazionale della VIA. Accoglie, dando il benvenuto nei suoi cammini, i numerosi pellegrini italiani e stranieri dando un senso di umanità e amicizia, in conclusione, di una buona vita, che è quanto tutti noi desideriamo.

Alberto Alberti